Aliano Guida Laterza
Aliano Guida Laterza

Stigliano - Non poteva avere impatto migliore il mio ritorno in Lucania-Basilicata dopo nove mesi di lontananza e il lungo incubo della pandemia, dal cui tunnel ancora non si è usciti. Ad attendermi a Matera un amico, che può apparire retorico definire “di sempre”. In realtà, più passa il tempo e più questa sensazione si consolida. E ben a ragione, perché neppure la differenza di età e la lontananza riescono a frapporsi e a diventare un insormontabile ostacolo a un rapporto amicale fondato sulla reciproca stima e su una affettuosa frequentazione.

Dopo avermi accompagnato a casa e prima di congedarmi in attesa di rivederci presto, Antonio Colaiacovo, Presidente del Parco Letterario “Carlo Levi”, amabilmente mi ha fatto dono della recente Guida di Aliano, di cui ero stato informato fin dal momento del suo concepimento e lungo la fase della sua gestazione. Non ne hanno impedito la pubblicazione le inattese e tremende vicissitudini legate alla drammatica situazione sanitaria, che pure hanno pesantemente tormentato, fino a sconvolgerne la regolare attività didattica, la scuola italiana nell’ultimo anno scolastico.

Già mentre sfogliavo il prezioso volume, pubblicato a giugno in una elegante veste tipografica dalla storica Casa Editrice Laterza, ho potuto avere conferma di quante e quali recondite risorse disponga la tanto bistrattata scuola italiana. Ho toccato, infatti, con mano che, al di là della facile e insulsa retorica in cui spesso l’avvolge e la irretisce la demagogia politica da troppi anni, essa è ancora capace di svolgere, non ostante tutto, un’attività pedagogica e culturale di notevole livello, interagendo spesso positivamente con il territorio e con le sue diverse Istituzioni, ad iniziare dalle Amministrazioni Comunali.

Nel caso specifico, grazie all’impegno e all’entusiasmo degli alunni della II F della scuola media dell’Istituto Comprensivo “Padre Minozzi – Nicola Festa” di Matera, sapientemente motivati dai docenti di tutte le discipline coordinati dalla docente di lettere Antonietta latino, è stata realizzata in lingua italiana, francese e inglese una interessante Guida di Aliano, il paese reso celebre nel mondo da Carlo Levi, che vi fu confinato fra il 1935 e il 1936 e sepolto nel 1975.

Il motivo occasionale del lavoro condotto, come si è appena accennato, a livello pluridisciplinare, è stato offerto dalla conoscenza del celeberrimo “Cristo si è fermato a Eboli”, avvenuta dopoché gli alunni, grazie alla lettura del bel libro “L’eroe invisibile” di Luca Cognolato e Silvia Del Francia, erano rimasti affascinati dalla figura epica di Giorgio Perlasca, l’impagabile commerciante italiano che nel 1944 salvò la vita a più di 5000 ebrei ungheresi, fingendosi Console spagnolo. La suggestiva Guida, dunque, ci informa in maniera sobria ma efficace sulla storia, sulle tradizioni folcloriche e sulle notevoli risorse paesaggistiche ed artistiche del paese della provincia di Matera che, incastonato come per un atto di magia nel meraviglioso scenario dei calanchi, ammaliò anni fa Carlo Levi. Si passano, perciò, in rapida rassegna i tesori della Chiesa di San Luigi Gonzaga, della Pinacoteca “Carlo Levi”, della Sala “Paul Russotto”. E non si tralascia di fornire utili notizie sulla formazione degli stupefacenti calanchi e sulla necropoli di Alianello, ma anche “sapide” curiosità sulla gastronomia tipica della cultura contadina, che, frutto di scrupolose ricerche storiche e letterarie, possono senz’altro incuriosire le migliaia di visitatori che oggi arrivano da ogni dove, attratti dalla fama che il libro dello scrittore e pittore torinese ha avuto nel mondo.

È un bel volume, insomma, arricchito da un lussureggiante corredo iconografico, che tra gli altri ha il grande merito di invitarci a riflettere sull’opportunità, meglio sarebbe dire sulla necessità, di riscoprire nuovi stili di vita attraverso la valorizzazione dei borghi. La tragedia del Covid-19, infatti, ha messo a nudo non solo l’inadeguatezza e la contraddittorietà dei sistemi politici ed economici che attualmente governano gli Stati nel mondo, ma l’estrema intrinseca fragilità della stessa condizione umana, accentuata spesso da un insensato delirio di onnipotenza.