Manifesto-DAndrea-Andrea

Barile (PZ) - La comunità di Barile da oltre un secolo vive serenamente ed in pacifica comunione tutte le varie fasi della vita politica locale. Nel ventennio fascista, come purtroppo accadde altrove, non si verificarono atti squadristici, violenti e punitivi nei confronti di chicchessia e alla caduta del regime non ci furono, come purtroppo accadde altrove, esecuzioni sommarie, vendette, azioni punitive e ritorsioni varie nei confronti di chicchessia.
Ciò premesso, si precisa che Andrea D’Andrea (classe 1908), dal 1926 al 1943 non rivestì alcuna carica rilevante di partito, né tantomeno istituzionale (non fu mai podestà) e benché aderente al partito fascista come il 98% dei barilesi ed il 95% degli italiani (Bocca, Scalfari, Napolitano, ecc.) non commise giammai atti violenti e prepotenti contro nessuno (vedasi dichiarazione scritta rilasciata al riguardo dal Commissario Prefettizio Ferdinando Rendina il 17 dicembre 1943).

Andrea D’Andrea fu il primo Sindaco di Barile dell’Italia Repubblicana, eletto democraticamente dal popolo con un responso plebiscitario il 21 ottobre 1946 e riconfermato a furor di popolo nelle successive elezioni democratiche fino al 27 giugno 1956 (vedasi studio documentale dell’undici novembre 2019 che si allega in copia effettuato dal Dr. Antonio Cecere - Ricercatore e Operatore volontario del servizio civile Unpli Pro Loco Barile).

Nel 50° della sua morte il Comune di Barile, anche sulla scorta di precedenti iniziative intraprese negli anni passati in tal senso sia dal Consigliere Comunale Francesco di Tolve che, più recentemente, dal Consigliere Comunale Gennaro Grimolizzi, facendo propria la ricerca suddetta, ha inteso liberamente, incondizionatamente ed autonomamente intitolargli l’aula consiliare del Comune, operando una scelta di merito e soprattutto scevra da sterili, inutili ed anacronistici pregiudizi partitici e/o ideologici.

Un scelta di grande maturità democratica, ispirata alla pacifica convivenza che da secoli contraddistingue la vita di questa comunità., sempre ispirata (salvo rare, penose e personalistiche eccezioni) al pluralismo democratico e al rispetto delle idee e delle prerogative altrui (concetti sacrosanti ed incontrovertibili ispirati alla magna carta dello Stato quale la Costituzione della Repubblica Italiana).

Appare davvero pretestuosa, fuorviante e priva di ogni fondamento storico, giuridico e documentale, la rancorosa ed incomprensibile presa di posizione dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che a Barile non è mai esistita, probabilmente perché non vi era alcuna ragione di essere, ma buttatasi a pesce sulla notizia come un vorace sciacallo perché probabilmente male informata da qualche miserabile, risentito e perdente ignorante che non avendo di meglio da fare cerca di screditare un’Amministrazione Comunale democraticamente eletta, gettando fango, calunnie e vilipendio sulla memoria e sull’operato di un sindaco altrettanto liberamente eletto quale fu Andrea D’Andrea.

Da parte dei familiari del sindaco commemorato, pertanto, non saranno tollerati ma saranno perseguiti a norma di legge, ulteriori indebiti attacchi, offensive calunnie e gratuite denigrazioni nei confronti della memoria, della probità e della onorabilità di Andrea D’Andrea, in primis l’Anpi e a seguire tutti coloro che per ignoranza, maldicenza, mala fede, livore, risentimento e/o rancore personale, avversione politica e quant’altro, hanno cavalcato o cavalcheranno questa falsa e tendenziosa campagna offensiva, calunniatrice e denigratoria in maniera palese o velata, sui mezzi di stampa o sul web (Facebook ecc.).

No ai seminatori di odio di professione, no ai seminatori di zizzania per ignoranza, rancori personali, per indigeste sconfitte e perenni fallimenti nella vita sociale, culturale, politica e amministrativa. VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! Lasciate in pace i morti e le persone degne e onorabili che hanno sempre fatto il bene della comunità!