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Bolognetti e Pannella

Potenza - Ci sono “varianti” per le quali non cerchiamo terapie. Non le cerchiamo perché siamo accecati, travolti, frullati, inchiodati a un dato di cronaca che manca di analisi e necessaria attenzione. Democrazia reale, totalitarismi, virus finanziari, capitalismo reale, i virus dell’antidemocrazia, non fanno notizia, semplicemente non esistono.

Esiste solo un eterno presente, che è già in parte futuro distopico. C’è l’emergenza e l’emergenza si è fatta oppressione e manganello di regime. C’è l’emergenza e questa emergenza sanitaria ha di tutta evidenza aggravato la pregressa emergenza democratica.

Viviamo in un presente in cui un orsetto assurge a minaccia e viene censurato. Viviamo un presente in cui potenti social network si fanno manganello nelle mani di regimi totalitari.

Nell’agosto del 2018, per quanto possa apparire incredibile e per certi aspetti surreale, il regime cinese bandisce dalle sale cinematografiche un film della Disney dedicato a Winnie the Pooh. Il simpatico Winnie, che ha accompagnato e accompagna l’infanzia di tanti bambini, ha scontato la grave colpa di essere stato accostato al Presidente Xi Jinping.

Il regime orwelliano di Pechino non può tollerare che il culto della personalità di un satrapo, fattosi dio e definito “il cuore della leadership”, venga compromesso da accostamenti sacrileghi. E così l’immagine dell’orso di cartone è stata rimossa non solo dalle sale cinematografiche ma anche dal web.

Fermo immagine. Prendiamo la macchina del tempo e facciamo un salto in avanti di circa tre anni. Spariti nel nulla, scomparsi, missing. Finiti in un gulag o in un campo di rieducazione? Anche loro semplicemente non esistono, perché nessuno o quasi ne parla.

Di chi sto parlando? Parlo del presidente e del manager del canale Youtube “Ru Mo Xin Lian She”, che evidentemente pagano la grave colpa di aver fatto satira sull’intoccabile Xi e averlo accostato a un noto panino ripieno, il “Bao Zi”, e averlo paragonato a Winnie The Pooh.

Insomma, satira. Pensate se in Italia facessero scomparire Crozza o Osho o il Presidente De Luca che fa la parodia di Crozza. No, in Cina, nella Cina assurta a non si sa quale modello, nella Cina di un Presidente che è leader di un partito-stato, la satira non è ammessa e nemmeno la libertà di opinione, il diritto di cronaca e la libertà di pensiero.

La Cina è un regime totalitario. Ma l’aspetto davvero agghiacciante di questa brutta storia, che non fa notizia e quindi non esiste, ci viene consegnato dalla premura dei signori di Youtube che negli ultimi giorni, come riferito da Asia News, hanno cancellato numerosi video satirici che hanno quale bersaglio il Presidente “Bao Zi”, pardon Xi Jinping. Youtube ha messo i chiodi sulla bara.

Che dire? Anche se nel nuovo governo, presieduto da Mario Draghi, la Farnesina è occupata da un buon amico del regime cinese, oso sperare che il nostro Presidente del Consiglio chieda all’ambasciatore cinese in Italia che fine abbiano fatto i gestori del canale “Ru Mo Xin Lian She”.

Presidente Draghi, dia un segno di discontinuità. La democrazia è un bene prezioso e non possiamo sacrificarla sull’altare della realpolitik. La democrazia va difesa ogni giorno, non è per sempre e le nostre democrazie occidentali, Presidente, sono sempre più democrazia reali.

Nel marzo del 2019, un senatore lucano partecipò, in qualità di relatore e presidente della commissione esteri del Senato, alla presentazione del libro “Xi Jinping governare la Cina”.
Al senatore Petrocelli e a tutti oso suggerire la lettura di uno straordinario libro scritto da un dissidente cinese, Liao Yiwu, intitolato “Un canto, cento canti.

La mia storia nelle prigioni cinesi”. Chiudo questa mia, presidente Draghi, citandone un brano: “In Cina, intanto, per soddisfare la sua onnicomprensiva agenda politica, il governo continua a cancellare e a distorcere la memoria collettiva”.

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani, Membro del Consiglio generale del Partito Radicale e Consigliere dell’Associazione Coscioni.