Boreano-Palazzo San Gervasio-L'associazione Libera visita il degrado
Boreano-Palazzo San Gervasio-L'associazione Libera visita il degrado

Boreano-Palazzo San Gervasio (PZ) - Nei giorni scorsi, a Boreano e nei casolari del territorio di Palazzo San Gervasio E Montemilone, dove soggiornano in questo periodo i migranti, in visita il presidio del Vulture e del coordinamento di “Libera Basilicata”, accompagnato da Franco Castelgrande dell’USB, ha fatto un sopralluogo su dove vivono i migranti.

La presidente di questo presidio Donatina Allamprese denuncia il degrado in cui vivono i migranti:" Questa la situazione in cui vivono stabilmente i cosiddetti lavoratori stagionali, in abitazioni fatiscenti e staticamente insicure, senza acqua e corrente, in situazioni igieniche al limite della sopravvivenza, invisibili e dimenticati.

Questi uomini prima e lavoratori poi non chiedono la nostra carità, non vogliono la solidarietà occasionale. Chiedono condizioni di vita e di lavoro dignitosi". Salvatore Bochicchio, componente dell’associazione “Libera”, denuncia l’abbandono totale di questi migranti: “ il problema è complesso. Quello che abbiamo osservato è la conseguenza di tanti fattori che hanno concorso a scaricare sull'anello più debole gli effetti deleteri di una classe dirigente e di una società che avvertono altre priorità rispetto alla vita umana. Sì, ho detto vita umana, perché per la vita animale si intercettano maggiori sensibilità.

Qualche domanda mi sorge spontanea: può esistere una forma di capitalismo buono? …. il sacrosanto riconoscimento della piccola proprietà privata rurale, può essere considerato come strumento capitalistico?… la disciplina giuridica della proprietà, che in gran parte credo ci derivi dal diritto romano, può consentirci di sostenere anche che il capitalismo abbia avuto origine nello stesso brodo culturale di quell'epoca?”.

Gervasio Ungolo, del movimento Migranti Basilicata, di Palazzo San Gervasio, da sempre ha denunciato il mancato aiuto a questi migranti che da 40 anni giungono nell’area dell’alto-bradano per guadagnarsi un tozzo di pane.