covid da menarini
covid da Menarini

S.Arcangelo (PZ) – Nel Regno Unito la MEDICINE AND HEALTH CARE REGULATORY AGENCY ha approvato l’utilizzo del Vaccino Astra Zeneca più facile per il trasporto e la campagna vaccinale,con una autorizzazione temporanea e con uso in emergenza idoneo per “qualità,sicurezza ed efficacia”,anche se non ha completato l’intero iter per il suo utilizzo, come prescritto dalle rigide disposizioni sanitarie internazionali.

In attesa di altri vaccini ancora in via di sperimentazione per l’autorizzazione all’uso, si cerca di produrre. anticorpi monoclonali. Sono molecole biologiche create in laboratorio, simili a quelle prodotte quando siamo infettati e quindi in grado di riconoscere il virus, neutralizzarlo o bloccarne l’ingresso nelle nostre cellule e la sua diffusione nell’organismo .Possono avere una funzione terapeutica, come farmaco, se utilizzati all’inizio dell’infezione,in modo tale da limitarne la gravità, o una funzione protettiva della durata di qualche mese.

Sono 5 gli anticorpi monoclonali, studiati attualmente ed in grado di arrestare la malattia, data la mancanza ancora di farmaci specifici;ciò rappresenta la grande sfida dell’anno in corso.
La differenza che c’è tra gli anticorpi monoclonali e il vaccino e che ambedue esplicano un azione preventiva contro la malattia.Hanno uno scopo preventivo diverso gli anticorpi monoclonali, in quanto non bloccano l’avvio dell’infezione ma evitano il peggioramento della malattia in via temporanea.

La protezione del vaccino è duratura, perché attraverso la produzione di anticorpi (memoria immunitaria) le difese si riattivano tutte le volte che l’organismo lo incontra.
Nel caso dei monoclonali si parla di immunità immediata e non prolungata ed il loro ruolo potrebbe essere importante nell’ambito di comunità esposte al contagio, ad esempio le residenze per anziani dove c’è bisogno di una protezione rapida.

Non sono disponibili dal momento che la EUROPEAN MEDICINE AGENCY ha avviato le prime sperimentazioni nell’anno in corso. Negli Stati Uniti ne sono stati approvati due con procedura d’emergenza,ma ci sono una decina di gruppi al mondo di anticorpi monoclonali allo studio ed i risultati provvisori hanno evidenziato che essi esplicano un effetto sulla riduzione dei virus particolarmente accentuata nei soggetti con elevata carica virale iniziale

La ricerca italiana ha allo studio un anticorpo monoclonale frutto di una collaborazione tra la fondazione Toscana Life Sciences e l’Ospedaleo Spallanzani di Roma; ne è stato selezionato uno che sarà testato in prove cliniche da avviare all’inizio del corrente anno ed i tests preliminari sugli animali vengono ritenuti promettenti.

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Antonio Molfese
Antonio Molfese, specialista in Ostetricia e Ginecologia, Urologia, Igiene e Medicina Preventiva, Medicina Legale e delle Assicurazioni, ha compiuto ricerche presso il Karolinska Institut di Stoccolma, e presso l’Università Cattolica di Roma. È stato Professore a contratto dal 1990 al 1994 presso l’Istituto di Igiene dell’Università di Sassari ed ha insegnato Medicina Navale e delle Piattaforme Petrolifere. Studioso di Storia Regionale, è anche autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di programmi televisivi di educazione sanitaria e collabora in qualità di giornalista con riviste specializzate nel settore dell’igiene e della medicina preventiva. Dirige da XX anni il Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, Torre Molfese, Centro Studi sulla Popolazione e per migliorare la condizione dell’anziano in Basilicata- Torre Molfese, San Brancato di Sant’Arcangelo (PZ).