TorreMolfese
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S.Arcangelo (PZ) – Conservare le tradizioni popolari con la scrittura è importante ,ma se a questa si aggiungono anche immagini questo, è il modo migliore di conservare e tramandare questo nostro patrimonio perchè non vada dimenticato e perduto con il tempo. Con l’unità d’Italia oltre che emanare leggi e regolamenti per tenere insieme la nuova nascente nazione,si rese necessario agire anche per uniformare il linguaggio differente anche in paesi confinanti; si dovette anche risolvere il problema grave dell’’anafalbetismo (nel 1901 il 50%della popolazione sapeva leggere e scrivere ma parlava dialetto)I dialetti delle varie regioni dall’unità erano visti come un ostacolo alla realizzazione di un Italia unita, dal momento che la preoccupazione dei governanti era anche quella che la frammentazione dialettale fosse di ostacolo all’unità linguistica del Paese.La lingua comune( di intercomprensione linguistica) iniziò durante la prima guerra mondiale,che avvicinò milioni di Italiani provenienti da differenti regioni e.si affermò naturalmente con il servizio di leva obbligatorio, che mise a diretto contatto giovani con diverse esperienze e dialettali differenti.

La scuola anche contribuì a favorire il processo di alfabetizzazzione con linguaggio uniforme su tutto il territorio,ma ciò era ancora insufficiente per numero e per partecipanti ,dal momento che solo una bassa percentuale di ragazzi la frequentava.Il governo dovette emanare ancora una legge che rese obbligatoria la frequenza della scuola fino a 14 anni,.così concorse a rafforzare sul territorio l’assoluto predominio della lingua italiana, con la capillare diffusione delle scuole serali, dal momento che l’abbandono della scuola obbligatoria era molto elevato;anche le trasmissioni radiofoniche ebbero un ruolo fondamentale.

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Nel terzo millennio constatiamo ancora una forte vitalità del dialetto, specialmente in certe aree della Penisola, ma è indubbio che l’espandersi inarrestabile dell’italiano parlato lo stà insidiando. Questo lento ma inesorabile tramonto del dialetto parlato sembra però essere contrastato dal successo che riscuote la poesia dialettale ,ma soprattutto la canzone dialettale,nonché i “dizionari”come quello di G.N Molfese”Espressioni dialettali,modi di dire,detti Santarcangiolesi,”presentato di recente alla Protomoteca di Roma. Se a tutto questo aggiungiamo anche un FESTIVAL ANNUALE,desiderato e sostenuto dalla Regione Basilicata , dalle Autorità e dalla PRO LOCO , al quale ogni persona può portare il suo contributo che ricorda anche in video le tradizioni trasmesse oralmente e che tendono a scomparire , possiamo ritenere di aver compiuto un grande risultato per conservare e tramandare a quelli che ci seguiranno piacevoli eventi che altrimenti andrebbero completamente dimenticati.

Realizzare un festival nel quale molte persone ricordano le tradizioni popolari della loro regione,rappresenterà un grande risultato. Per la comunità santarcangiolese e per le regioni che vi parteciperanno.

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Ha collaborato negli anni 80 con alcuni quotidiani modenesi giornalista e responsabile della pubblicità della cooperativa Editoriale Emilia, appassionato di informatica fonda il sito Lucani in Europa nel 2005. Vive a Castelfranco Emilia ma nato a Stigliano (MT).