GINESTRA-PANORAMA
GINESTRA

Ginestra (PZ) – I CITTADINI DI GINESTRA HANNO IL DIRITTO DI CONOSCERE TUTTA LA VERITA’, NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’. Il rapporto tra i due Comuni Ginestra e Ripacandida, distanti solo poco piu’ di due km, si sta deteriorando,in questi ultimi tempi, per un problema, quello dell’acqua, risalente agli anni ’80-’90, che non è stato mai risolto dai Sindaci che si sono succedutisi fino a qualche anno fa.

Gli attuali Sindaci di Ripacandida Giuseppe Sarcuno e quello di ginestra, Fiorella Pompa,sono stati costretti a risolvere questa problematica risalente a piu’ di 30 anni fa. Ma qualcosa non ha funzionato in un accordo raggiunto, ed il Sindaco di Ginestra, Fiorella Pompa, ha affisso dei manifesti nel paese per far conoscere la verità su questa problematica. Ecco il contenuto:

“Cari concittadini,
come era stato promesso nel Consiglio comunale del 9 agosto in merito al riconoscimento del debito fuori bilancio assunto a seguito della sentenza n. 98/2017 del tribunale di Potenza, con questa comunicazione si adempie a quell’impegno, nel rispetto dovuto a tutti i cittadini di Ginestra e al loro diritto inalienabile di conoscere tutta la verità sulla vicenda riguardante il contenzioso insorto tra i due Comuni.

A fronte del rispetto dovuto alle sentenze della Magistratura, che vanno applicate senza alcun indugio, rimane il rispetto dei diritti dei cittadini ad essere informati su ogni aspetto del contenzioso che contrappone il nostro Comune al Comune di Ripacandida. Il diritto dei cittadini ad essere informati sui temi amministrativi, che li riguardano direttamente, è diritto fondativo della Repubblica Italiana ed è garantito dalla Carta Costituzionale, e, come, tale trova applicazione in questa comunicazione, che è rivolta a tutti e a ciascuno di Voi.

Come tutti già sapete, la causa ha riguardato il periodo che va dal 1980 al 1989 e si riferisce all’approvvigionamento dell’acqua e alla gestione della rete di adduzione. La causa è stata intentata dal Comune di Ripacandidada contro il Comune di Ginestra, chiedendo il pagamento di 1/3 (un terzo) del costo del servizio.
A seguito della citata sentenza n. 98/2017, a conclusione del primo grado di giudizio, dopo un lungo periodo durato 25 anni, il Comune di Ginestra si ritrova condannato a pagare la somma di € 139.253,35.

L’Amministrazione di Ginestra, dinanzi a questa situazione che poneva gravi problemi alle finanze comunali, già allo stremo per altre situazioni pregresse, ha cercato di trovare ogni strada per arrivare ad una soluzione definitiva. Abbiamo chiesto un prestito alla Cassa Depositi e Prestiti, che ha risposto affermando che non fa prestiti per pagare le sentenze; abbiamo chiesto un aiuto diretto alla Regione e al Consiglio Regionale, senza ottenere alcun riscontro; abbiamo chiesto ed ottenuto un autorevole intervento di sua Ecc.za il Sig. Prefetto, che è rimasto inascoltato dal Sindaco di Ripacandida.

E allora, in esecuzione della sentenza di primo grado, il Consiglio Comunale di Ginestra, con Delibera n. 8 del 9 agosto 2018, ha preso atto della disposizione della Magistratura ed ha deliberato di pagare detta somma in tre rate:
1 rata – € 58.889,35 – entro il 2018
II rata – € 40.181,00 – entro il 30 giugno 2019,
III rata – € 40.182,00 – entro il 30 giugno 2020,
ed ha operato il riconoscimento del debito fuori bilancio.

L’amministrazione comunale di Ripacandida ha accolto formalmente la deliberazione del Consiglio comunale di Ginestra, con nota n. 5458 del 21 settembre 2018, ponendo la condizione che la prima rata fosse pagata entro il 10 ottobre 2018, intendendo così porre una clausola capestro.

L’Amministrazione Comunale di Ginestra, con nota prot. 3004 del 9 ottobre 2018, ha chiesto al Sindaco di Ripacandida di poter pagare l’importo stabilito per l’anno 2018 in due momenti successivi, sempre però entro l’anno 2018: una prima rata di € 20.000,00 entro il mese di ottobre, ed una seconda rata, pari ad € 38.889,35, entro dicembre 2018. Questa richiesta era dovuta alla carenza di cassa comunale.

Il Sindaco del Comune di Ripacandida, per tutta risposta, ha preteso che il pagamento di tutta la prima rata, per € 58.889,35, dovesse essere effettuato entro e non oltre il 19 ottobre, dichiarando la sua intenzione di interrompere definitivamente con il nostro Comune la corrispondenza – a suo parere – “improduttiva”, minacciando di procedere con le vigenti leggi in materia.

Questa Amministrazione, con Determina del Servizio Amministrativo comunale, n. 233 del 18 ottobre 2018, ha proceduto alla liquidazione della prima rata del debito fuori bilancio, pagando la somma di € 58.889,35. E per poter fare questo, ha dovuto chiedere un’anticipazione finanziaria alla banca sulla quale è attestato il servizio di tesoreria comunale.
Per scoprire le vere intenzioni perseguite dalla Giunta Comunale di Ripacandida basta porre attenzione ai fatti che seguono.

La Determina n. 233 del 18 ottobre è stata assunta al pomeriggio; e alle ore 16 e 19’ la stessa determina è stata notificata a m/o posta certificata al Comune di Ripacandida. La sera stessa sono stati emessi i mandati di pagamento.
Ebbene, due ore dopo la notifica della determina del Comune di Ginestra, la Giunta comunale di Ripacandida, alle ore 18 e 15’con Deliberazione n. 30 del giorno 18 ottobre 2018, ha deliberato di proporre atto di precetto contro il Comune di Ginestra per ottenere il pagamento in un’unica soluzione di tutta la somma dovuta.

L’Amministrazione di Ripacandida con questo atto ha manifestato le sue vere intenzioni: quelle di portare al dissesto finanziario il Comune di Ginestra, creando così una situazione di grave danno per i cittadini di Ginestra. Inoltre la Giunta di Ripacandida ha violato ogni principio di etica politica, ha calpestato ogni rapporto di correttezza interistituzionale e sta operando in contrasto a ogni norma di corretta gestione amministrativa.

Per quanto riguarda l’etica politica, la Giunta di Ripacandida, nella Delibera n. 30/2018, afferma di aver proposto la rateizzazione del debito in dieci anni, anche senza interessi. Questo è un falso!
L’accordo della rateizzazione decennale fu fatto con il Commissario prefettizio, ed è stata successivamente modificata dall’Amministrazione comunale che ha inteso proporre € 135.000,00 in quattro rate, pretendendo che il Comune di Ginestra non dovesse presentare ricorso in secondo grado avverso la sentenza di primo grado come si evince dal verbale del 13/09/2018.

Sul piano amministrativo, la Giunta comunale di Ripacandida non prende atto della deliberazione del Consiglio comunale di Ginestra con cui è stato assunto il debito fuori bilancio. Quella Giunta calpesta un atto amministrativo assunto da un Consiglio Comunale! Che vorrebbero: un atto notarile?
Sul piano delle relazioni interistituzionali, la Giunta di Ripacandida ha perseguito in ogni momento l’obiettivo di mettere in difficoltà finanziarie un comune viciniore. Dove sta mirando quella Amministrazione con la proposizione dell’atto di precetto, dopo aver ricevuto già una rata di 58.889,35? Di portare il nostro Comune al dissesto di bilancio? E noi non dovremmo difenderci proponendo il ricorso in seconda istanza?
I cittadini di Ginestra devono sapere che gli interessi di questa comunità saranno difesi con forza e con costanza in tutte le sedi, contro ogni forma di prevaricazione, sempre nel rispetto delle leggi.

Ai cittadini di Ripacandida noi inviamo un indirizzo di saluto, confermando la nostra amicizia, vicinanza e familiarità che dura da secoli. Nessuna responsabilità Ginestra attribuirà mai ai cittadini di Ripacandida, ma solo agli attuali amministratori”.