Il Prof. Antonio Romano durante la lezione
Il Prof. Antonio Romano durante la lezione

Ginestra (PZ) – Per la prima volta, nella storia dell’Europa comunitaria, la manovra del Governo Italiano viene bocciata e viene bocciata su cosa fondamentalmente ? Sul deficit di bilancio che si accumula al debito pubblico italiano. La Commissione, se il DEF non viene cambiato,  potrebbe aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo. La preoccupazione di Bruxelles è sul deficit annuo,  dichiarato transitorio dal DEF e assorbibile in uno o due anni da un aumento ottimistico e presunto del PIL.

L’economia per crescere almeno nella media europea, deve essere organizzata su basi economiche e non su basi politiche.
Le politiche economiche italiane non rispondono a concetti basici dell’economia e quindi alla creazioni di valori economici, invece, esse, rispondono a concetti di di offerta di un benessere, indotto creato dal debito pubblico.  Oggi, nel mondo che conta, l’economia è nelle mani di specialisti che progettano il futuro.

In Italia l’economia è lasciate alle “politiche economiche ruspanti” che progettano un crescendo rossiniano del debito, quindi un falso, effimero  e momentaneo benessere.  In sintesi, la decadenza dell’economia in cambio di potere politico.

Purtroppo concetti di Value economy, in questo paese sono fuori dalla nostra cultura economica. A questa conoscenza andrebbe sommata una gestione restrittiva e continua della spesa pubblica che dovrebbe, tra l’altro, essere la parte più semplice di una police economica governativa.  Solo così facendo, potremmo, poi, passare gradualmente ad una “detassazione di sviluppo” dei soli valori produttivi.

Purtroppo non è mai stato così in questo paese. L’Italia rimane imprigionata da vetuste e inadeguate politiche socioeconomiche che sono il risultato di una scarsa cultura della scienza economica.
“Chi non progetta il futuro, può solo sperare nella sorte”.