INCIDENTE GREEN-Foto Dal Web
INCIDENTE GREEN-Foto Dal Web


Le donazioni degli organi del piccolo americano Nicholas GREEN nel 1994 aprirono le porte all’importante problema non preso prima nella giusta considerazione. La lettera pubblicata “sulle regole da cambiare sui trapianti di papà GREEN”, americano in vacanza in Italia al quale fu ammazzato il figlio per errore, sulla autostrada SA.RC, all’altezza di Serre il 29/9/1994 e donò i suoi organi (CORSERA 28 settembre 2020).

L’evento solleva un problema che invita a cambiare la legge vigente (legge 1 aprile 1999, n.91), in quanto attualmente il ricevente l’organo non può conoscere il nome del donatore, per cui si continuano a realizzare donazioni anonime.

Già da qualche anno anche in Italia è stata sollevata la questione di rendere noto i nomi dei ricettori del trapianto, e sono state raccolte numerose firme per modificare la normativa, senza alcun risultato.
A proposito arriva la richiesta di papà Green, avallata da molte associazioni che sostengono l’AIDO e che invitano il parlamento a modificare la legge.

Riteniamo cosa giusta liberalizzare i contatti tra riceventi e donatori in quanto è atto doveroso.
Ci auguriamo che presto avvenga la tanto desiderata modifica legislativa, così da poter rendere evidente questo gesto di generosità e di umanità, che alcune volte costa tante apprensioni ed anche sacrifici fisici.

Anche Il Centro Studi Sulla Popolazione Torre Molfese S. Arcangelo (PZ), oltre ad aver assegnato all’AIDO DI BASILICATA, il 1 novembre 2016, nella Chiesa madre di S. Arcangelo, il Premio Bonta’ Famiglia Molfese, e fatto anche altre donazioni, è giunto alla determinazione di sostenere con uno spot la donazione di organi. Lo spot ha come scopo quello di sensibilizzare la popolazione all’importanza della donazione.

Sono confortanti le notizie sui trapianti di organi, tessuti e cellule in Italia, con donatori sempre più generosi e un sistema sempre più efficiente. Come regione Basilicata dovremmo prendere con molto più amore ed impegno il problema della donazione.

Chi scrive, laureato all’università di Pavia, si recò in Svezia(1968) al Karolinska di Stoccolma a studiare i trapianti renali. A quel tempo lo studio fu iniziato sui cani, ma tanto proficui furono i risultati sugli animali, che il trapianto di reni fra umani fu il primo che si diffuse rapidamente, in quanto bisognava risolvere definitivamente ed in fretta la più comune patologia del tempo, la insufficienza renale grave.