melograno
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S.Arcangelo (PZ) – Il punicum granatum è così ricco di sostanze medicamentose da fargli meritare il nome di “frutto della medicina”ed è presente nella simbologia ebraica e cristiana e anche in quella massonica. Emblema personale dell’imperatore romano Massimo,era già da allora apprezzato come rimedio contro le malattie ed i medici greci, quando si trasferirono per esercitare la professione a Roma, ebbero la esigenza di reperire le stesse specie per poterle utilizzare .

Dioscoride sosteneva infatti anche che mangiando tre fiori di melograno si proteggono gli occhi dalle malattie e la loro conserva regolava i flussi sia rossi che bianchi ed il frutto era utile nella gonorrea, nei vomiti e nella dissenteria.

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Riportato nel Papiro di Ebers 1550 a.C., Ippocrate usava il granato come antielmintico, antinfiammatorio per la diarrea cronica e come antibatterico nella infezione della pelle, nella cura delle emorragie massive, per le ferite infette e per i sudori notturnie per la sterilitàL’insegna sulla porta deli studi medici erano, un uomo nudo, una sfilza di denti ed il frutto del granato.

I flavonoidi, contenuti nel melograno, sono i principali antagonisti dei radicali liberi, che sono considerati responsabili di gran parte delle malattie degenerative e dell’invecchiamento e, si ipotizza, anche del cancro .La presenza di sali minerali, specie di potassio, esplica un’azione diuretica eliminando liquidi in eccesso,per cui viene usato anche per la cura della cellulite.

Le piante non superano l’altezza dei 4 metri ed i frutti maturano in autunno,sono piante resistenti alle avversità ed in questi ultimi anni sono stati sperimentate numerose nuove varietà, dato anche l’aumento della sua richiesta.Si organizzano feste e sagre dedicate al melograno in Italia ed all’estero ,proprio per le enormi proprietà curative possedute dal frutto.
E’ stato realizzato un filmato sugli effetti benefici del“granato”.

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Antonio Molfese, specialista in Ostetricia e Ginecologia, Urologia, Igiene e Medicina Preventiva, Medicina Legale e delle Assicurazioni, ha compiuto ricerche presso il Karolinska Institut di Stoccolma, e presso l’Università Cattolica di Roma. È stato Professore a contratto dal 1990 al 1994 presso l’Istituto di Igiene dell’Università di Sassari ed ha insegnato Medicina Navale e delle Piattaforme Petrolifere. Studioso di Storia Regionale, è anche autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di programmi televisivi di educazione sanitaria e collabora in qualità di giornalista con riviste specializzate nel settore dell’igiene e della medicina preventiva. Dirige da XX anni il Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, Torre Molfese, Centro Studi sulla Popolazione e per migliorare la condizione dell’anziano in Basilicata- Torre Molfese, San Brancato di Sant’Arcangelo (PZ).