coronavirus
Corona virus.Foto da Regione Piemonte

S.Arcangelo (PZ) - Non è un caso ciò che sta colpendo l’intera umanità; infatti sono ancora poche le nazioni dove il virus non è giunto. Altre pandemie potremo aspettarci con il passar degli anni , tutte legate a microbi o virus che con il tempo mutano in senso negativo e passano dagli animali all’uomo producendo in esso patologie molto gravi e spesso mortali.


Furono gli uccelli acquatici e migratori i portatori del virus dell’influenza aviaria H5N1(2003) che contagiarono animali di terra (foche, maiali, polli e cavalli), e da questi il virus fu trasmesso all’uomo. Diffusa dall’Asia fino alla Siberia, l’influenza aviaria causò la morte di 63 persone.
La Spagnola si diffuse ad ondate, la prima (primavera 1918) fu considerata benigna: essa causò vittime tra anziani e persone deboli. La seconda (autunno 1918) fu spaventosa: metà delle morti riguardarono uomini e donne tra i 20 e i 40 anni. Nella terza (inizio 1919) i decessi furono inferiori, ma riguardarono sempre persone giovani.La spagnola che tra il 1918 e il 1919 uccise nel mondo circa 50 milioni di persone fu, con ogni probabilità, un virus aviario che riuscì ad adattarsi all’uomo senza passaggi intermedi e solo dopo molti anni è stato individuato.

Il completamento del genoma del virus della spagnola (H1N1) è stato reso possibile grazie agli sforzi di ricercatori americani ed è avvenuto quando la rivoluzione genetica si è impossessata di frammenti di virus, prelevati, verso la fine degli anni ’90, dai resti di persone morte a causa dell’epidemia, ritrovati congelati tra i ghiacci dell’Alaska.

E’ un campanello l’allarme che dovrà fornire alle generazioni future in anticipo i mezzi per essere così preparati a situazioni come quelle che stiamo vivendo.

La pandemia ha colpito alcune regioni del nord dove il sistema sanitario mostra di essere in grado di far fronte ad emergenze che noi in sud Italia ci saremmo sognati.Sono un medico anziano e conosco anche per il lavoro che ho svolto(in prima linea come medico per il colera del 1973 e per il terremoto del 1980), che ci sono regioni in grado di fronteggiare qualunque evenienza patologica ed altre ,purtroppo, che possono essere messe in ginocchio da una impennata di semplici patologie acute sul territorio.

Dopo questa premessa voglio accennare al banco di prova dei primi attori, scienza , politica e popolazione, nella lotta per combattere il virus e specie la pandemia.Non sono i primi due i soli primi attori, ma soprattutto i cittadini- pazienti sono i protagonisti nella gestione della loro salute.Si parla di patient engagement-coinvolgimento del paziente, che diventa così parte in causa del sistema sanitario e capisce come ogni nostra azione ha impatto oltre che sulla nostra salute anche su quella collettiva e sulla efficienza delle misure messe in atto.

Molte persone avanti negli anni sono poi angosciati nell’apprendere la propria maggiore vulnerabilità all’infezione e vanno informate e tranquillizzate in modo equilibrato.Non vi è nulla di peggiore, per la salute di un anziano,il sentirsi esposto senza difese a una malattia nuova come la pandemia che stiamo vivendo.
Ne usciremo fuori nel migliore dei modi,ma le buone regole adottate nell’acme della epidemia dovranno essere continuate a lungo per il motivo che ci vuole tempo perchè il virus scompaia definitivamente. Lo stesso è avvenuto anche per la spagnola.