Conclusione e Proposta

Da quanto sopra appare con chiarezza la necessità di porre mano ad una profonda ristrutturazione della Sanità in Basilicata, sia nel settore ospedaliero che nella medicina territoriale.

Tuttavia, non sembra che il nuovo disegno di legge di riforma del sistema sanitario Regionale di Basilicata apporti proposte innovative, atte a risolvere i bisogni della popolazione lucana, così come evidenziati nella presente relazione.

Anzi il suddetto disegno di legge, nel tentativo di operare accorpamenti disarticolati ed improbabili, finalizzati ad una falsa ed illusoria riduzione dei costi, sembra perseguire due soli obbiettivi:

  • Generare nuovi costi, realizzando un secondo ospedale sede di DEA di 1° livello, oltre quello di “Madonna delle Grazie” di Matera. Tale ipotesi confligge con gli obbiettivi dichiarati di riduzione dei costi
  • Non affrontare il nodo centrale della qualità dei servizi sanitari in Basilicata, determinando in particolare un deterioramento di quello tuttora offerto in provincia di Matera.

Sono anni che i preposti al governo della sanità lucana operano tagli (spesso indiscriminati) nella convinzione di apparire coerenti ed in linea con le direttive nazionali, dimenticando che il risanamento di un bilancio si attua perseguendo due principi fondamentali:

  • Riduzione dei costi, con un’ attenta e coscienziosa gestione delle risorse
  • Incremento dei ricavi, attraverso un potenziamento qualitativo dell’offerta

Non si è rintracciato alcun riferimento normativo né all’uno né all’altro di questi due basilari principi nell’ ambizioso progetto di RIFORMA DEL SISTEMA SANITARIO DELLA REGIONE BASILICATA, circolato in questi mesi. A nostro avviso esso appare come uno sterile tentativo di ri-organizzazione amministrativa di un sistema, che viene lasciato andare alla intrapresa deriva. Le finalità di tale progetto, così come elencate nell’articolo 2, appaiono vaghe dichiarazioni di intenti, in quanto nei successivi articoli non viene chiarito come esse possano tradursi in atti. Le perplessità nascono dallo sbigottimento nel considerare il divario tra lo stato del servizio sanitario regionale e gli atti deliberativi che le Autorità preposte intendono proporre per il suo miglioramento!

Allora come se ne esce? Paradossalmente, affrontando i problemi alla radice ed una attenta programmazione che preveda:

  • Adeguamento degli organici sanitari;
  • Formazione continua del personale, tesa a migliorare la qualità del servizio e a stimolare l’orgoglio dell’appartenenza;
  • Acquisizione di tecnologie avanzate e successivo controllo meticoloso del loro utilizzo;
  • Redazione di un piano di comunicazione finalizzato a far conoscere i servizi offerti e la qualità degli stessi;

Si lamenta, infine, come tale RIFORMA non sia il frutto di un proficuo e precedente dibattito tra coloro cui essa è destinata (la popolazione della nostra regione), coloro che erogano il servizio (operatori e strutture medico-sanitarie) e coloro eletti dai cittadini alla sintesi legislativa. Si auspica che, prima del suo tramutarsi in Legge Regionale, la ventilata RIFORMA diventi oggetto di pubblico dibattito.

Se continua il gioco al massacro operato dai politici e dai manager che attualmente governano la sanità lucana si avanza, a grandi passi, verso l’autodistruzione il cui limite inferiore è costituito dal ridimensionamento degli ospedali (almeno quello materano). Si è disponibili ad accogliere un vero ed articolato progetto sanitario che preveda, investimenti finalizzati ad incrementare l’utenza ed a migliorare il servizio. Solo perseguendo tale logica sarà possibile che la sanità lucana torni a rivivere.