Melfi (PZ) - Segna ancora un punto il lucano Alessandro Zenti, fotoreporter per passione e che tra le altre cose documenta da anni i fenomeni migratori nel sud Italia.

Lo abbiamo incontrato per fargli alcune domande. Parlaci del tuo nuovo successo. “Durante il periodo Covid, mentre tutto il mondo era con il fiato sospeso, chiuso dentro le quattro mura, io ho continuato a darmi da fare ed ho partecipato al Prague Photo e, finalmente, dopo la fine del lockdown, tutto è ripartito e, pochi giorni fa, mi hanno comunicato che ho ricevuto la menzione d’onore, ciò significa che, quindi, l’anno prossimo sarò in mostra a Praga.

Senza dimenticare che qualche mese fa ero in finale al Siena Photo Award. Le gratificazioni, le pubblicazioni e tutto il resto arrivano se c’è una pianificazione meticolosa di tutti gli aspetti. Lo scatto e la parte finale di tutto un lavoro di pianificazione a volte di mesi e mesi. Io vengo dal giornalismo che si fa consumando le suole delle scarpe. Il sudore tirato fuori prima o poi ripaga, l’importante è non mollare, credere in quello che si sta facendo e impegnarsi duramente.

“ Quando vedremo una tua mostra in Basilicata? “Ho esposto a Catania ed in diverse parti d’Italia ed ero presente anche ad Expo Milano 2015, con una video proiezione fotografica, ma la Basilicata, devo dire, che latita. Finora ho ricevuto diversi attestati di stima, che non si sono realmente concretizzati. Vedremo cosa succederà. Mi piacerebbe molto esporre nella cornice dei Sassi”.


Cosa bolle in pentola? Quali progetti hai in cantiere? “Sai, ne ho diversi e trattano diverse tematiche tra le quali, ovviamente, le migrazioni, ma, per il momento, come dicono diversi miei colleghi, “ti posso dire quello che ho fatto, ma non quello che farò”. Di sicuro cercherò ancora di spaziare e utilizzare tutte le forme di comunicazione e uno storytelling narrativo accattivante.