Melfi – Il comitato organizzatore della manifestazione generale che si terrà a Melfi il 19 luglio, raduno alle 9,30 presso la stazione di melfi, contro la chiusura del Tribunale di Melfi ha diramato un comunicato contro questa decisione presa dall’attuale Governo: “ il Vulture Melfese Alto Bradano ha subito l’ennesimo scippo! Il nostro territorio è sempre il primo ad essere scelto quando si tratta di ubicare discariche, elettrodotti o termovalorizzatori, ed è sempre l’ultimo quando si tratta di tutelare presidi essenziali ed irrinunciabili quali ospedali e tribunali. Mentre la legge-quella stessa legge che lo Stato ci invita a rispettare ogni giorno-dice che tra i tribunali lucani deve essere salvato quello di Melfi, dichiarandolo presidio intangibile, la politica, lavorando sottobanco, cambia le carte, sovverte le regole e salva il tribunale di Lagonegro. Va avanti, quindi, lo scellerato disegno nazionale e regionale di aggressione indiscriminata alle comunità del Vulture Melfese Alto Bradano. La soppressione del tribunale di Melfi avrà conseguenze drammatiche per il nostro futuro! Senza tribunale e Procura della Repubblica i stri territori vengono,di fatto, consegnati alla criminalità organizzata pugliese e campana, che da oltre 20 anni preme ai confini di un territorio già teatro di gravissimi ed efferati delitti. Ebbene,in un territorio in cui politici e magistrati si sono affannati a dire che la mafia esiste, oggi si decide di chiudere tribunale e procura della Repubblica! Alla sopravvivenza del tribunale e della procura è strettamente collegata la permanenza sul territorio del commissariato di Pubblica sicurezza, della caserma dei carabinieri e della guardia di Finanza. Tutti gli uffici pubblici, quali Inps,Inail,Agenzia delle Entrate a breve subiranno, quali conseguenza della soppressione del tribunale, un drastico ridimensionamento o, peggio ancora, il loro trasferimento a Potenza. Tutte le attività commerciali, imprenditoriali, artigianali e professionali si avvieranno verso un inevitabile declino e l’intera zona nord della Basilicata-polo economico, indisutriale e commerciale, nonché luogo di tradizioni e cultura-subirà l’ennesima, drammatica, irrimediabile spoliazione. Il venir meno di un presidio di giustizia territoriale, con conseguente aumento dei costi, con ogni probabilità indebolirà l’interesse della FIAT a mantenere lo stabilimento di San Nicola di Melfi. Di fornte a questo scempio, al disprezzo totale che la politica nazionale e regionale mostra nei confronti del nostro territorio, abbiamo il dovere di dire basta! E dobbiamo ancora una volta farlo noi cittadini, come abbiamo fatto a Rapolla e a Scanzano. Tocca a noi impedire l’ennesimo scippo perpetrato ai nostri danni, chiedere il rispetto della legge, pretendere la difesa del nostro territorio. Dobbiamo farlo per i nostri figli e per i nostri nipoti, per evitare che crescano nell’illegalità e nel sopruso. Tutto il Vulture Melfese Alto Bradano è chiamato alla mobilitazione generale per dire forte che il tribunale di Melfi non si tocca! Non abbiamo più tempo, dobbiamo intervenire, ancora una volta tocca a noi”.

Lorenzo Zolfo

La foto ritrae la locandina della manifestazione generale del 19 luglio 2012.

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Docente presso Ministero della Pubblica Istruzione, giornalista e collaboratore de: Il Quotidiano della Basilicata e di numerosi siti on-line. Vive a Ginestra.