Potenza Sabato 13 marzo Ore 11.00 Piazza Mario Pagano (altezza Prefettura). Sit-in e conferenza stampa. Interverrà Maurizio Bolognetti Segretario di Radicali Lucani. Consigliere dell’Associazione Coscioni. Membro del Consiglio generale del Prntt.

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti

Come nel gioco dell’oca, dopo oltre un anno di emergenza sanitaria, con corollario di crisi economico-sociale, siamo tornati al punto di partenza.
Dalla medicina del territorio al Servizio Sanitario Nazionale poco o nulla è cambiato in un Paese in cui l’art. 32 della Costituzione è morto e sepolto.
Mentre piangiamo oltre centomila decessi, dobbiamo necessariamente tornare a porci e a porre qualche domanda.

Quante sono le morti figlie non di un virus indubitabilmente aggressivo, ma dell’incapacità a saper affrontare in maniera adeguata una crisi per certi aspetti annunciata?
Perché alcuni dati relativi alla epidemia/pandemia non sono mai stati adeguatamente evidenziati?
I vaccini autorizzati con procedure d’urgenza e a condizione sono realmente sicuri e utili?
Perché le sagge parole contenute in una recente risoluzione del Consiglio d’Europa non hanno meritato uno straccio di dibattito e continuano ad essere ignote ai più?
Perché i protocolli e le linee guida, con i quali abbiamo affrontato la crisi sanitaria, continuano ad essere quelli di un anno fa?

Perché l’OMS non ha ancora escluso la possibilità che il Sars-Cov2 sia fuoriuscito da un laboratorio di Wuhan?
E’ opportuno che i medici della FIMMG e della SIMG vengano formati da una potente multinazionale del farmaco?
E’ giusto “processare” e linciare medici e infermieri che esprimono dubbi sull’utilità dei vaccini autorizzati e non intendono farsi inoculare?

Quante persone sono morte in questo anno vissuto pericolosamente a causa di una sanità divenuta Covidcentrica? Quanti screening saltati in Basilicata e nel resto d’Italia? Quante visite specialistiche e interventi chirurgici sono saltati? Quanta gente è morta perché, con buona pace del Ministro Speranza, eravamo e siamo “malati” e inadeguati al di là e oltre la crisi in atto?
Quanti italiani sanno che nel febbraio del 2019 la nostra sanità finiva gambe all’aria a causa di un picco influenzale?

Quanto è stata insensata la decisione di fare dell’intera Basilicata una zona rossa?
Quale sarà il costo di questo prolungato clima di paura? Quale progresso si profila all’orizzonte? Cos’è progresso? Ci può essere vero progresso se non mettiamo al centro non dico la felicità, ma il benessere di ogni singolo uomo e donna di questo pianeta?
Le nostre istituzioni, la politica che non c’è, sono realmente in grado di fare da contraltare a poteri che per loro natura sono transnazionali?
Quale democrazia? Quali sono i rapporti tra le nostre democrazie, sempre più democrazie reali, e regimi totalitari negatori di diritti e libertà?
Da Potenza guardando all’Italia e al mondo e ad astruse e spesso contraddittorie “regole d’ingaggio”.
Da Potenza per dire e ribadire che, come temevo, l’emergenza sanitaria ha aggravato la pregressa emergenza democratica.

Da Potenza per dire che forse non andrà tutto bene, che non sta andando bene e che avremmo bisogno di un nuovo umanesimo, di visioni olistiche.
Da Potenza per dire che certi futuri distopici sono già presente e che occorre stare attenti, molto attenti, a nuove forme di totalitarismo.

Già, come nel gioco dell’oca siamo tornati al punto di partenza. Anzi no, non proprio al punto di partenza, perché la povertà monta, la gente che bussa alle porte della Caritas cresce in maniera esponenziale, le saracinesche di tante attività commerciali chiudono definitivamente i battenti e c’è chi si è tolto la vita perché ha visto fallire la sua attività.

Da Potenza per chiedere al Ministro Lamorgese cosa è cambiato rispetto a un anno fa.
Da Potenza, capoluogo di una regione bellissima, per dire che occorre onorare il diritto alla conoscenza e che ci hanno venduto narrazioni farlocche.