Supereroi senza poteri
Supereroi senza poteri

Stigliano (MT) - Lunedì 17 agosto 2020, presso la sala ricevimenti Mariano di Stigliano, è stato presentato “Supereroi senza poteri” il nuovo libro di Michele Ungolo.

All’evento hanno partecipato Domenico Lauria, scrittore e poeta lucano, il quale, per l’occasione, ha vestito i panni di moderatore, Dino Filippo, Responsabile della casa di riposo “Casa Hostilianus” di Stigliano e consigliere comunale, Francesco Micucci, Sindaco di Stigliano, Maria Lauria, attrice teatrale di origini stiglianesi, la quale, durante l’evento ha interpretato alcuni passi del romanzo. Presente in sala anche Salvatore Cosma, Sindaco di Tursi, l’allestimento della sala Mariano è stata completata con l’inserimento di alcuni quadri fotografici, scatti della fotografa Sonia D’Arino, presenti anche all’interno del libro.

Il libro, scritto e ambientato durante il periodo della quarantena, è un racconto che vede come protagonisti gli ospiti della “Casa Hostilianus” casa di riposo di Stigliano.

“All’interno di una casa di riposo - commenta Dino Filippo - si può scrivere un libro a settimana, a prescindere da virus e pandemie. All’interno di questo libro ci sono le vite, e la realtà di ciò che veramente accade, non a caso tutti i dialoghi, è vero che vengono modificati attraverso la fantasia dell’autore, ma sono la realtà del quotidiano”.

Come si legge nella prefazione della giornalista e scrittrice Isa Grassano:

“L'autore prende le mosse da ciò che conosce bene e che vive quotidianamente - tanto che compare lui stesso qua e là tra le righe - per costruire una storia romanzata ai tempi della pandemia, della quarantena, al modo in cui tutti i personaggi sono interconnessi, ognuno col suo segreto, ognuno col suo punto debole e il suo punto di forza. Tutto in un alternarsi di giorni irrequieti e altri tranquilli, nonché di sonni infestati da incubi o progetti.

L'autore riflette, con delicato umorismo, su uno dei temi più delicati della nostra esistenza, la vecchiaia. In poche parole, per cosa valga la pena vivere, arrivati a una certa età.”

“Michele racchiude all’interno del suo libro – commenta Salvatore Cosma- la storia di alcune persone che non ci sono più, il suo è un documento di memoria. Non posso che dirgli grazie perché ha trasmesso in me le sue emozioni, le sue testimonianze.”

La voce narrante è quella di Vincenzo Barbone, novantadue anni, attraverso lui, Michele mette insieme le vite di persone tra loro così diverse, ognuna con le proprie paure e modi di fare, che parte dalle esperienze di ciascuno per intrecciarle con il mondo fuori. Solitudini di paesini del Sud. Duelli tra lavoro e tempi lenti: i tempi dell'attesa che tra queste pareti si dilatano ancora di più.

“L’idea di questo libro – ammette Ungolo - nasce durante il periodo di quarantena. Avevo in mente da tempo la stesura di un nuovo libro, tuttavia non riuscivo a trovare la giusta ispirazione, quando poi mi sono confrontato con gli ospiti di “Casa Hostilianus” mi sono reso conto di non conoscere affatto chi vedevo ogni giorno. Così ho iniziato a parlare con ognuno di loro e mi è venuta voglia di scoprire, di chiedere, di ascoltare.”  

La voce narrante è di Vincenzo Barbone, novantadue anni. Gli altri personaggi principali sono:

Vincenzo Iosca, conosciuto semplicemente come Iosca, un folle pittore che ha trascorso la vita dietro una tela bianca con lo stesso pennello di cinquant’anni fa tra le dita.

Natalino Sabato, un uomo alto un metro e novanta, leggermente incurvato in avanti e magro da far paura. Ne ha vissute davvero tante, ha lavorato con l’ANAS per molti anni, la vecchiaia lo ha portato a essere un po’ troppo paranoico e rompi scatole.

Antonio Manfredi ottantaquattro anni, con l’idea fissa di una imminente guerra civile, parla sempre di apocalisse e si tiene a distanza da tutti al di fuori di sua moglie.

“Il diffondersi del Coronavirus- continua l’autore - ha fatto paura un po’ a tutti. Ma sin da subito è stato chiaro che ad essere in pericolo, più degli altri, erano gli anziani.
All’inizio c’è stato un po’ di panico generale, le notizie tra gli ospiti di “Casa Hostilianus”, per esempio, avvenivano perlopiù tramite il passaparola, e molte volte veniva distorta la realtà dei fatti.
Hanno avuto davvero tanto coraggio, hanno unito le loro forze e divulgato le loro passioni.
Lo stesso coraggio è da riconoscere anche al personale dipendente della struttura, il loro senso civico è stato un vero gesto di amore nei confronti degli anziani.”

“Tutti sappiamo di dover morire un giorno, eppure siamo alla continua ricerca di noi stessi, della felicità, dell’amore.”

I supereroi senza poteri sono coloro che non si arrendono mai, neanche difronte all’evidenza, un po’ come Vincenzo, Iosca, Antonio e Natalino, quattro uomini che hanno superato gli ottanta anni e che nonostante i diversi acciacchi decidono di affrontare un ultimo viaggio insieme.

Dopo aver scoperto di essere tutti e quattro positivi al covid-19, seppur asintomatici, mettono in atto un piano per evadere dalla casa di riposo “Hostilianus” che li ospita, un luogo situato a Stigliano, nel cuore della Basilicata.

Nonostante le numerose difficoltà e l’assenza di cibo per il sostentamento, riescono a raggiungere, a pochi chilometri di distanza, a bordo di un pullmino rubato, un posto paradisiaco vicino al fiume Sauro, dove trovano in una vecchia capanna il luogo ideale per trascorrere insieme il resto della loro vita.

Tutto apparentemente perfetto, se non fosse per due criminali sulle loro tracce, a caccia del mezzo rubato, e per il malcapitato Iosca, affetto da una grave patologia che porta i suoi compagni di viaggio a rivedere il piano e incamminarsi verso l’ospedale più vicino.

Non puoi sempre cambiare il mondo, ma puoi cambiare te stesso.

Autore: Michele Ungolo

Titolo del libro: Supereroi senza poteri

Pubblicazione: finito di stampare luglio 2020

Editore: Yuocanprint

Genere: Narrativa – Romanzo di avventura

Personaggi principali:

Note sull’autore:

Michele Ungolo nasce a Stigliano nel 1987.

È giornalista freelance, ha collaborato con il Quotidiano del Sud e Radio Vaticana. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo Quello che non ti ho mai detto.

Nel 2016 esce nelle librerie la seconda opera L’uomo delle fiabe.

Oggi è responsabile presso la “Casa Hostilianus” casa di riposo del suo paese di origine.