Cavalleria rusticana
Cavalleria rusticana

Taranto – Per la cartella Musica e cultura si svolgerà Venerdì 26 alle ore 18.00, presso la sede di Presenza Lucana di Via Veneto 106/A Taranto, con inizio alle ore 18.00 ed ingresso libero, un nuovo appuntamento dal titolo: Il verismo in musica nell’Italia meridionale: La cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.

La relazione sarà presentata da Pierfrancesco Galati, amante dell’opera lirica e studioso di biografie di grandi compositori.
Silvana Pasanisi, critico letterario e poeta, leggerà arie tratte dalla Cavalleria Rusticana. Ad Angela Massafra, soprano, è affidato il compito delle letture delle arie tratte dall’opera I Pagliacci di Leoncavallo ed un commento finale sulle due opere.

Le diverse condizioni storiche pongono differenze tra Naturalismo francese e Verismo, la corrente letteraria che in Italia si ispira direttamente alla corrente d’oltre Alpe.
Il verismo, come genere operistico, ebbe le sue origini in un movimento letterario italiano che cercava di rappresentare il mondo con più realismo.

In letteratura i maggiori autori del verismo italiano furono

  • i siciliani Luigi Capuana, Giovanni Verga e Federico De Roberto;
  • i toscani Renato Fucini e Mario Pratesi;
  • la campana Matilde Serao;
  • la sarda Grazia Deledda;
  • I calabresi Nicola Misasi e Corrado Alvaro;
  • il romano Cesare Pascarella nella poesia.

Pietro Mascagni studiò dapprima a Livorno, dov’era nato nel 1863, poi, con Amilcare Ponchielli, al conservatorio di Milano, che lasciò dopo breve tempo per insofferenza alla disciplina scolastica. Dall’oscura posizione di direttore di banda a Cerignola, lo trasse l’improvviso e clamoroso successo di Cavalleria rusticana, con cui vinse nel 1889 il premio Sonzogno, messo in palio dall’omonima casa di edizioni musicali. Dal 1895 al 1902, Mascagni diresse il conservatorio di Pesaro, ma lasciò poi l’incarico per dedicarsi più intensamente alla composizione e alla direzione d’orchestra.

L’immediatezza drammaturgica, l’espansività melodica, la vocalità accesa, la propensione al gesto violento, l’efficace facilità della vena di Cavalleria rusticana erano stati un fatto nuovo, non privo di autenticità, pur nei suoi limiti e nella sua elementarità, nell’opera italiana del tempo: Mascagni parve aprire una moda e divenne caposcuola del verismo. Tuttavia, la sua fama rimase legata al successo di Cavalleria rusticana, anche se altre sue opere contengono pagine celebri. Mascagni morì a Roma nel 1945.

L’opera di Mascagni Cavalleria Rusticana è tratta dalla prima raccolta di Novelle di Giovanni Verga dal titolo “Vita nei campi”. E’ importante leggere e studiare le novelle di Verga per comprendere meglio l’importanza del verismo italiano.

Pagliacci è un’opera lirica di Ruggero Leoncavallo, su libretto del compositore, rappresentata per la prima volta al Teatro dal Verme a Milano, il 21 maggio 1892 con la direzione di Arturo Toscanini.
Essa s’ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza (Calabria), quando il compositore era bambino, e in seguito al quale suo padre, che era magistrato, istruì un delicato processo che portò alla condanna di un uxoricida. Tradizionalmente, l’opera è rappresentata in coppia con l’altro capolavoro del teatro musicale verista, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.

Sicuramente, uno dei motivi del successo popolare dell’opera risiede anche nella prima registrazione discografica con Enrico Caruso quale protagonista; il disco è ricordato come una pietra miliare dell’allora nascente industria discografica, essendo stato il primo ad aver superato il milione di copie vendute.