coronavirus
Corona virus.Foto da Regione Piemonte

S.Arcangelo (PZ) - E’ l’uomo che può indurre condizioni che favoriscono o influenzano l’apparire e la diffusione delle malattie trasmesse dagli animali all’uomo tramite stili di vita,abitudini alimentari ed igieniche, condizioni socio-economiche. Numerosi sono poi i virus che per le loro caratteristiche sono in grado di infettare l’uomo,favoriti dalla devastazione dei sistemi ecologici, dalla crisi climatica, e pare anche da organismi geneticamente modificati sempre più presenti sul pianeta.

Le malattie trasmesse dagli animali all’uomo, chiamate zoonosi, come quella che si sta manifestando in quasi tutto il mondo, sono sempre esistite e nella storia della medicina antica numerosi sono gli esempi. Negli ultimi 20 anni si sono registrate epidemie originate da animali che si sono trasmesse all’uomo,ma tutte sono state contenute e non hanno prodotto gli ingenti danni che sta ora producendo l’attuale Coronavirus , che fino ad oggi ha provocato nel mondo 4.362.996 contagiati. e300.000 vittime(Maggio 2020) .
Non avendo ancora farmaci a disposizione per curarla e vaccini per prevenirla, dobbiamo nel migliore dei modi limitare il contagio,dal momento che è determinante il comportamento dell’uomo a provocarlo.

I primi attori sono soprattutto i cittadini- pazienti i protagonisti della gestione della loro salute.Si parla di patient engagement-coinvolgimento del paziente, che diventa così parte in causa del sistema sanitario nella catena del contagio, dal momento che ogni sua azione ha impatto oltre che sulla sua salute anche su quella collettiva e sulla efficienza delle misure messe in atto.

E’ necessario scoprire in fretta un vaccino contro questa pandemia, ma nel frattempo trovare subito anche farmaci per la sua cura. Con internet e l’era della open science,le scoperte hanno cominciato a fluire libere fra i computer nel mondo ed è sorta la open innovation, per cui le innovazioni sono condivise con terze parti, motivo per cui molte scoperte necessarie per il genere umano vengono realizzate con maggiore velocità ed anche diffuse in minor tempo.E’ tutto questo quello che attendiamo per la realizzazione del vaccino contro il CORONAVIRUS.
Numerosi sono fino ad ora i vaccini studiati attualmente nel mondo,che devono essere capaci di indurre nell’organismo la produzione di anticorpi con una immunizzazione attiva-profilassi- per difendersi contro la proteina patogena SPIKE, che permette al virus di legarsi alle cellule di rivestimento di bronchi e polmoni danneggiandoli irreversibilmente.

In attesa dei vaccini ,che necessitano tempo per essere prodotti e messi con sicurezza in circolazione,è’ in via di sperimentazione avanzata per la cura dei malati anche una immunizzazione passiva- plasmaferesi, che consiste nell’usare siero di persone guarite dall’infezione per la cura. E’ necessario fare presto, dal momento che, anche quando la diffusione della pandemia ora in corso si sarà attenuata o fermata,potrebbero crearsi nuovi focolai,come di recente è avvenutoi in Cina ed in Corea del Sud, e solo un vaccino potrà garantire alla popolazione la sicurezza di non contrarre una nuova infezione

Per il bene del nostro paese serve una nuova sanità, anche per la confusione che si è venuta a determinare tra stato e regioni e per il parziale mancato compimento in alcune regioni di assistenza sanitaria sul territorio e carenza di medicina preventiva. Si deve puntare ad una sanità pubblica sempre più forte centrata su un’efficiente medicina territoriale e ben venga anche l’infermiere di quartiere!