Ripacandida (PZ) - La cittadina di Ripacandida, posta nell’area del Vulture-Melfese, in Provincia di Potenza, è conosciuta per lo più per il Santuario di S. Donato, per la “Brocchetta Pitagorica di Ripacandida” del V secolo a.C., per il vino, il miele e tante altre cose belle. Tra il 1735 e il 1909 fu sede di un importante monastero delle Carmelitane Scalze, visitato spesso da San Gerardo Maiella e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (che lo ebbe a definire: “Oasi di Grazia in mezzo al deserto”).

Il corpo della Priora Suor Maria di Gesù, morta in concetto di santità nel 1803, e la cui causa di beatificazione è in corso, fu ritrovato incorrotto nel 1982 in seguito ai lavori del terremoto del 1980. Pochissimi sanno, inoltre, che Ripacandida è stata una importante Signoria dei Principi di Monaco da cui discende l’attuale Principe Alberto II di Monaco ed è l’unico possedimento avuto in Basilicata da parte dei regnanti liguri, benché sarebbe da annoverare anche la vicina Ginestra, che al tempo era solo un casale appartenente alla medesima terra feudale. In sostanza, dal 1532 al 1641 Ripacandida costituì uno dei feudi minori della casa principesca, in virtù degli avvenimenti bellici che contrapposero la Spagna e la Francia per il possesso del Regno di Napoli.

La dinastia monegasca fa capo alla dinastia dei Grimaldi di Monaco, di origine genovese, che agli inizi del XVI secolo parteggiò in favore della Spagna dell’imperatore Carlo V d’Asburgo per il possesso del regno di Napoli, per tale motivo riuscì ad ottenere numerose terre e città sparse tra la Campania, la Puglia e appunto la Basilicata, togliendo nel nostro caso il feudo a Sergianni Caracciolo principe di Melfi, titolo maggiore riconosciuto in parte nei possessi al grande Ammiraglio genovese Andrea Doria. Bene. Proprio in virtù di questa storia, l’amministrazione feudale dei Grimaldi su Ripacandida ha lasciato molte testimonianze negli archivi, nei monumenti e finanche nella memoria ricordata dal Principe Ranieri III nel 1997, durante i festeggiamenti centenari della dinastia Grimaldi su Monaco, quando il sovrano invitò tutti i sindaci degli antichi feudi, senza che però ci fosse continuità nei rapporti con la casa regnante.

Il principe Alberto II di Monaco con lo storico Maurizio Ulino
Il principe Alberto II di Monaco con lo storico Maurizio Ulino

Nonostante tutto, gli studi sono continuati da parte di alcuni storici e sono emerse testimonianze inequivocabili di questo attaccamento dei Grimaldi anche nel tempo, quando ormai i rapporti formali finiti, come testimonia una cultura consolidata nei residui della mentalità. Da tempo uno storico italiano dei Grimaldi di Monaco, Maurizio Ulino, Chevalier de l’Ordre du Mérite Culturel del Principato, frequenta la cittadina di Ripacandida e ciò da quando ha stretto rapporti di amicizia con il presidente della Pro Loco Gerardo Cripezzi, nati per contatti avuti in Emilia Romagna dove lo studioso ha riscoperto e descritto un ciclo di affreschi, nel castello di Bardi in provincia di Parma, nel quale oltre ad una veduta purtroppo sbiadita è presente un distinto stemma della cittadina lucana. Poi, con l’avvento dell’amministrazione e del sindaco Arch. Giuseppe Sarcuno, d’intesa con la Pro loco, si è sviluppato nel più totale riserbo una serie di rapporti concreti tra il Principe Alberto II e Ripacandida mediati da Ulino, il quale più volte è stato inviato in rappresentanza ufficiale alla corte monegasca, in Liguria, a Menton in Francia, in Emilia Romagna, in Campania.

Proprio a seguito di questi incontri e delle relazioni ufficiali instaurate tra il principe e il sindaco Sarcuno nei prossimi mesi si è riusciti ad ottenere l’onore di una visita in Basilicata del Capo di Stato. La notizia non ha lasciato indifferenti tutte le autorità civili e religiose della Basilicata, poiché tale evento può rappresentare un volano economico e culturale non solo per Ripacandida, già in corsa per la sua rivalutazione artistica e ambientale, ma chiaramente per tutta la regione. Nel frattempo Ulino ha approfondito studi storici e documentaristici su Ripacandida, esaminando oltre trecento pagine manoscritte specifiche, e pare che innalzeranno ancora di più il livello di importanza di questo centro. Infatti, proprio alcuni giorni prima della chiusura per il COVID 19, in una delle sue visite ha fatto una sensazionale scoperta su un documento privato custodito da Michele Lioy nel suo palazzo. Lioy è il fortunato discendente di una famiglia storica locale.

La casata partendo da questo piccolo centro si è diramata in varie regioni del Sud Italia, ma anche nel Nord, dove ha continuato a distinguersi non solo negli ambiti nobiliari, ma anche in quelli civili. Risulta infatti che i Lioy hanno avuto rapporti con i Grimaldi di Monaco, come riportano documenti ritrovati in Puglia, ma qui a Ripacandida si conserva, tra tanti attestati, un diploma di laurea del tutto eccezionale, scoperto da Maurizio Ulino, in esso si racchiude tutto un periodo storico e ideologico. L’elegante e raffinato diploma del 1609, rogato a Napoli, è stato elaborato in una cornice miniata su pergamena, oltre a riportare il nome del referente, porta l’inequivocabile stemma di Ripacandida e dei Grimaldi di Monaco, distinto dal monaco armato di spada nel suo inconfondibile cimiero.

Infine, si vuole sottolineare che tale incontro tra il sindaco Sarcuno e il principe Alberto II suggellerà finalmente l’ingresso ufficiale della comunità di Ripacandida nell’ambito dei Sites historiques des Grimaldi de Monaco, per tale motivo sarà in stretto contatto con centinaia di comuni italiani e francesi insieme ai quali, come in una grande vetrina, instaurerà rapporti culturali, in prospettiva di ulteriori sviluppi economici relativi alla valorizzazione dell’antico centro storico e dei suoi straordinari prodotti locali, già messi in evidenza da Matera Capitale Europea della Cultura 2019.( le foto,riprendono il principe a Peille, la seconda a Mentone in Francia, la terza a Campagna( Sa).