Coronavirus
Coronavirus. PH. dal web

S.Arcangelo (PZ) - Il mondo ha già conosciuto altre epidemie come la SARS, la MERS e attualmente l'infezione da Sars-COV 2. Che il Covid sparisca del tutto nel breve periodo è molto improbabile, specie per i salti di specie all'origine dell'attuale pandemia che stanno mettendo in grave difficoltà molti paesi.

Tutto ciò si verifica quando un germe patogeno viene trasmesso da una specie ad una altra differente (da un animale all'uomo) ed è in grado di diffondersi al suo interno;perché ciò avvenga è necessario che il ricevente abbia un corredo cromosonico in grado di adattarsi con grande facilità alla nuova specie.

Con le mutazioni del virus,accertate in alcune nazioni, il problema diventa sempre più difficile per il fatto che queste vengano sfruttate a nostro grande svantaggio come la variante inglese, che è giunta in Europa e si manifesta con una trasmissione del virus sempre più rapido.Con la moltiplicazione ogni virus porta errori di copiatura del codice genetico,ed accumulandosi le mutazioni con il tempo possono originare una variante virale,come è avvenuto.

La cautela verso ciò che non sappiamo, come verso le mutazioni in questo caso, ci impone di abbassare la trasmissione virale ad ogni costo, mantenendo tutte le restrizioni sopportabili anzi rafforzandole.

E’ passato un anno da quando la pandemia ha travolto il nostro paese, sconvolgendo le nostre vite, uccidendo oltre 90 mila italiani e mettendo in ginocchio l'economia nazionale.La vaccinazione su larga scala porterà enormi benefici quando almeno il 70% dei soggetti saranno vaccinati.

I pochi dati ancora a nostra disposizione non sono in grado di prevedere che cosa comporti una immunizzazione su larga scala in termini di trasformazione del virus; è plausibile che le vaccinazioni generino una competizione evolutiva più accanita fra il virus ed il nostro organismo incoraggiandolo a mutare piu rapidamente ed efficacemente.

Più lasciamo al virus spazio di mutazione più è probabile che lo sfrutti a nostro svantaggio, fino al punto di selezionare magari una variante che sappia eludere anche anticorpi prodotti dai vaccini.

Senza le aziende farmaceutiche, che hanno prodotto i primi vaccini, non avremmo avuto i risultati che oggi tutti osserviamo, ma alcune previsioni circa la loro più vasta produzione. dovevano essere essere messe in conto.

Anche gli ospedali hanno dimostrato una grande capacità di riorganizzarsi a secondo delle necessità dettate dell'emergenza sanitaria e nonostante una flessibilità fino a ieri impensabile l'assistenza territoriale ha evidenziato tutti i suoi limiti in un paese che per età e caratteristiche della sua popolazione avrebbe dovuto da molto tempo essere potenziata.

Usciremo dalla tempesta ma abbiamo bisogno di pensare e progettare in grande con capacità di visione a lungo termine

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Antonio Molfese
Antonio Molfese, specialista in Ostetricia e Ginecologia, Urologia, Igiene e Medicina Preventiva, Medicina Legale e delle Assicurazioni, ha compiuto ricerche presso il Karolinska Institut di Stoccolma, e presso l’Università Cattolica di Roma. È stato Professore a contratto dal 1990 al 1994 presso l’Istituto di Igiene dell’Università di Sassari ed ha insegnato Medicina Navale e delle Piattaforme Petrolifere. Studioso di Storia Regionale, è anche autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di programmi televisivi di educazione sanitaria e collabora in qualità di giornalista con riviste specializzate nel settore dell’igiene e della medicina preventiva. Dirige da XX anni il Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, Torre Molfese, Centro Studi sulla Popolazione e per migliorare la condizione dell’anziano in Basilicata- Torre Molfese, San Brancato di Sant’Arcangelo (PZ).