Potenza - Di lucani sparsi nel mondo ci sono tanti, che si distinguono per le loro passioni. Uno dei tanti, è il prof. Pierpaolo Rosati, già docente e dirigente scolastico, Ispettore del Miur, che ha strutturato l’intreccio narrativo della celebre tragedia “ Principe Amleto”. Promette di diventare davvero un evento questo “Principe Amleto”, da eseguire in forma di concerto o, meglio ancora, in un teatro d’opera: Cinque quadri con prologhi e interludi, Musica di Elda Schiesari, compositrice di scuola veneziana, e Libretto di Pierpaolo Rosati, ispirato musicologo di origine lucana (Rionero in Vulture), in Veneto per lavoro dal 1991. Al momento se ne può leggere il Libretto, reso disponibile dalla cortesia dell’autore (pierpaolorosati47@gmail.com). Al professor Rosati, per saperne di più, rivolgiamo intanto qualche domanda:

Come ha strutturato l’intreccio narrativo della celebre tragedia shakespeariana?
Lo dice il sottotitolo. Non vi si parla, come al solito, di Atti ma di Quadri, e se ne contano cinque, ciascuno così composto: un Prologo, affidato ad una “voce recitante”, che racconta l’antefatto, o introduce l’azione scenica, o ne commenta gli esiti. Al prologo fa seguito la parte musicale, variamente atteggiata: monologhi, dialoghi, scambi a più voci, e quasi sempre, alla fine, interventi corali.
Tra un prologo e l’altro, senza soluzione di continuità, un Interludio di raccordo, pianistico o strumentale, o le due cose insieme.

Il principe Amleto

Sul piano dei contenuti, i Quadri, propriamente, cosa presentano; cosa mettono in scena?
Lo dicono, in una parola, i titoli. Anzitutto, Lo Spettro (l’incontro cioè di Amleto con il fantasma paterno, che gli rivela la vera causa della sua morte: un assassinio). Quindi, Ofelia e la sua vicenda amorosa, in quanto sfortunata innamorata di Amleto. Al terzo posto, Il dubbio, quello proverbiale (“l’essere o non essere”, e le sue implicazioni psicologiche e filosofiche). Al quarto, il superamento del dubbio e La svolta che ne consegue. Infine, l’ultimo: La catastrofe, là dove l’intricata vicenda teatrale arriva a conclusione, con Amleto che vince eroicamente la sua battaglia (vale a dire, vendica la morte del padre), ma a costo della vita. Il suo però resta un gesto rivoluzionario, degno di un “intellettuale organico gramsciano”, così come ho potuto ipotizzare nei miei studi sull’argomento.
Del resto, l’Amleto, che pure ha alimentato finora una lunga serie di interpretazioni, ancora mancava della mia, proprio di quella … gramsciana!

Ebbene, complimenti per questa sua spiccata originalità. Ma, vorremmo sapere anche della compositrice; di scuola veneziana – lei diceva – e cos’altro?
La Professoressa Elda Schiesari (che insegna presso il Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza) è dotata di una cultura musicale di alto profilo, suffragata com’è dai Diplomi in pianoforte, clavicembalo, direzione di coro e composizione. Del suo talento, come compositrice e pianista accompagnatrice, ho avuto personale riscontro in due precedenti occasioni: allorquando, su mio testo, ha musicato – per canto e pianoforte – un breve ma intenso episodio dell’Amleto (Ophelia moriens: prima esecuzione assoluta 30 ottobre 2019; oggi, l’audiovideo è tra i materiali didattici del MIUR, nella piattaformaS.O.F.I.A., ID 36172). La seconda volta, per mettere in musica il Clair de lune di Paul Verlaine, ma nella mia traduzione italiana. Questa terza e più impegnativa prova confermerà, ne sono certo, la nostra proficua collaborazione.