Venosa-Biotestamento Biologico con l'ordine degli avvocati e Lions Club Vulture
Venosa-Biotestamento Biologico con l'ordine degli avvocati e Lions Club Vulture

Venosa - Partecipato da numerosi avvocati, dagli allievi del liceo "Q.O.Flacco" e da numeroso pubblico, si è svolto I' 11 febbraio 2020 un coinvolgente dibattito sulle tematiche sottese alla legge n. 219/2017 che riguarda le Disposizioni Anticipate di Trattamento biologico e sulla sentenza della Corte di Assise d'Appello di Milano che ha assolto Marco Cappato dall'imputazione di agevolazione al suicidio assistito del DJ Fabo.

Il convegno organizzato dal Lions Club Vulture, presidente dott.Mariangela Pellegrino, dal Liceo "Q.O. Fiacco" di Venosa diretto dalla prof. Mimma Carlomagno, dall'associazione forense "Roberto Maranta", presidente avv. Donato Bellasalma, d'intesa con il C.O.A. di Potenza, dopo un breve indirizzo di saluto da parte dei singoli rappresentanti degli enti organizzatori dell'evento, è stato introdotto dal moderatore avv. Aldo Sinisi il quale ha provocatoriamente sintetizzato i vari argomenti da analizzare chiedendo risposte anche all'interrogativo sulla liceità /illiceità, dal punto di vista morale e religioso, della legge n.219/2017 ed alla sua esaustività nella previsione delle facoltà accordate anche alla luce delle integrazioni che al Parlamento italiano erano state rivolte dalla Corte Costituzionale.

Il seguito del convegno ha visto l'alternarsi di relatori all'insegna della multidisciplinarità. Il tema del rifiuto di cura è stato affrontato ed ampiamente argomentato dal punto di vista filosofico dal prof. Ernesto Miranda attraverso il richiamo al pensiero di numerosi filosofi e scrittori, da Leopardi a Kafka, indicando nella dicotomia fra "vita biologica" e " vita personale"la possibile soluzione della problematica. Dal suo canto S.Ecc. Mons. Rocco Talucci, arcivescovo emerito, affrontando l'argomento dal punto di vista religioso,ha appassionatamente sostenuto la sacralità delle vita, dono di Dio, che l'uomo non deve rifiutare anche ove si tratti di una vita di sofferenza che va intesa come prova di fede, per cui la vita va salvaguardata a vanno evitati abusi.

L'avv. Incoronata Bochicchio , per il Tribunale dei diritti del Malato, ha fornito un'ampia e chiara illustrazione della Legge n.219/2017 e delle opportunità che essa concede anche al fine della tutela della dignità nella morte. Il dibattito a più voci è stato concluso dall'intervento dell'avv. Francesco Fabrizio, già difensore di Marco Cappato, il quale, ribadendo le tematiche proposte ha respinto il sinallagma che rifiuto di cura equivarrebbe a suicidio e che le facoltà accordate dalla legge c.d. sul Testamento Biologico rappresentino pratiche dirette a favorire la scelta della morte. La pregnanza dei contenuti e la linearità delle argomentazioni svolte dai relatori ha fatto sì che i partecipanti al Convegno ne sono usciti personalmente arricchiti culturalmente e civilmente.